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Non è l’odore della zagara, non è amore.

Ed eccoci qui, abbiamo parlato di cat calling, della manipolazione affettiva, della subordinazione della donna all’uomo tra mito e realtà, dell’atto più ignobile e vile che un uomo possa fare nei confronti di una donna e cioè, lo stupro.

Il filo conduttore tra tutti questi argomenti è sempre lo stesso: la violenza.

Che sia una violenza psicologica, verbale, fisica, sessuale, economica o assistita - e ci sarebbe da entrare nello specifico ad esaminare tutti i tipi di violenza che un essere umano può compiere nei confronti di un suo simile - è un qualcosa che una società civile dovrebbe abiurare.

Oggi voglio, invitarvi a una riflessione sul concetto distorto di AMORE, che spesso porta a violenze psicologiche e fisiche e a volte, purtroppo, all’uccisione del proprio partner.

Vi esorto, quindi, alla lettura, di uno spaccato di realtà, fantasia, esperienza vissuta o riportata, mentre ascolto il brano di Brunori Sas “Colpo di Pistola”, che descrive perfettamente, in che modo, una mente malata, può intendere l’AMORE: “ …E poi perché l’ho fatto non lo so, forse per non sentire ancora un altro no uscire dalla sua bocca dorata, prima l’ho uccisa e dopo l’ho baciata”… 

“Mi chiamo Mara, ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio ragazzo da lì a poco, per frequentazioni di amici in comune. Avevo vent’anni e tanta voglia di innamorami, ricordo che era primavera, l’odore della zagara, il profumo degli amori che sbocciano, la voglia di bruciare tutte le tappe e di essere felice.

All’inizio mi piaceva il suo modo di porsi, sempre gentile, quasi galante, mi sembrava diverso dagli altri, era attento a tante cose, mi prestava delle attenzioni alle quali non ero abituata, al mio modo di vestire, per esempio. Mi riempiva di regali…mi riempiva di ATTENZIONI. 

Ricordo che un giorno, dovevo uscire insieme ad un’amica per fare dello shopping.

Si sa una di quelle giornate che si vuol passare tra amiche per negozi, all’insegna della spensieratezza e dello scherzo, magari con due chiacchierare davanti ad uno spritz per raccontarsi le cose di donne. Mi disse che potevo evitare e che sarebbe stato bello, invece, scegliere insieme, alcuni capi di vestiario e aggiunse che le mie amiche spesso vestivano come delle “zoccole”, quindi che tipo di consigli avrebbero mai potuto darmi?

Mi diede fastidio quell’affermazione, ma lo assecondai, mi sembrava “quasi naturale”, pensavo fosse il suo modo di consigliarmi per farmi apparire più bella, e non un modo per impormi una sua scelta. Fu solo l’inizio di un’escalation di violenza, di quello che era un progetto chiaro di volermi allontanare dalle mie amiche e dai mie cari, parlandomi male di loro e facendomi delle sfuriate ogni volta che gli si presentasse l’occasione.

Un giorno me lo ritrovai sul posto di lavoro, pensai che era stato veramente carino a farmi una sorpresa. Qualche giorno dopo cominciò a dire che il mio collega mi guardava in una certa maniera, che sicuramente in qualche modo io lo avessi incoraggiato a prendersi delle libertà nei miei confronti. Un giorno lo aspettò fuori dall’ufficio per insultarlo, da quel momento, tutti sul posto di lavoro, cominciarono a scansarmi.

Cominciai ad evitare qualunque comportamento gli potesse dar fastidio o dargli modo di insultare me e chi mi stesse vicino. Me lo ritrovavo ovunque, non capivo come potesse essere al corrente di ciò di cui parlavo al cellulare, dei miei messaggi.

In seguito capii quanto la tecnologia oggi possa fare.

Decisi di lasciarlo, di riprendermi la mia vita, ma avevo paura. Il primo schiaffo, ricordo, lo attribuii alla sua gelosia, ma mi convinsi che sicuramente era dovuto al fatto che ci tenesse a me.

Cercavo di autoconvincermi che il suo fosse amore, un amore malato forse, ma pur sempre amore.

No. Uno schiaffo, un insulto, la gelosia patologica, non sono da sottovalutare, NON E’ AMORE.

Tutto il resto è anacronistico, le denunce, le sue sfuriate, le sue intimidazioni e poi…uno strano odore, non è l’odore di zagara è l’odore di bruciato, del sangue, il primo colpo di pistola e poi un altro.

Non erano ATTENZIONI, NON ERA AMORE…ora lo so, l’amore non è possesso, non esiste l’amore malato, perché molto semplicemente non è amore, l’amore non è volerti cambiare.

Non so cosa sia veramente l’amore, non ho avuto il tempo di poterlo capire, di viverlo, ma so tutto ciò che non lo è… e quello non era AMORE.

#nonèamore.

Autore:A/F

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