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La donna tra mito e realtà

 Oggi è lunedì e come ogni settimana l’articolo della rubrica #nonci piaceesseremolestate è pronto per voi. Questa settimana parliamo della donna tra mito e realtà cercando di trovare risposta a numerosi quesiti:

Perché sin dai tempi dei tempi la donna è stata considerata pericolosa, tanto da volerla rilegare ad un ruolo inferiore rispetto all’uomo? Perché è sempre stata vista come un pericolo, una minaccia, da chi ha sempre cercato di sottometterla?  

Se analizziamo la storiella dell’Eden, la sottomissione di Eva ad Adamo viene vista come l’epilogo naturale del castigo, la giusta punizione della donna tentatrice e corruttrice. Che poi ci sarebbe molto da discutere sul fatto che per Adamo sia stata decisa la punizione del duro lavoro e di avere, comunque, una donna sottomessa a sé. Il grand’uomo colto in flagrante insieme ad Eva cosa fa? Si scusa con Dio addossando la colpa alla donna che, ahimè, gli ha voluto mettere accanto a tutti i costi e per la quale lui da subito ha nutrito una certa diffidenza. 

Già da questa storia è di facile intuizione, che l’uomo, e badate bene, il primo uomo dal quale dovremmo discendere tutti secondo la religione cristiana, non ne esce sicuramente a testa alta.

E ora, non per partito preso, ma sicuramente Eva è una figura più intrigante rispetto ad un Adamo inebetito, e impersona senza dubbio la donna tentatrice ma disubbidiente per curiosità. Curiosità che si sa essere caratteristica di chi ha fame di conoscenza, di chi non si accontenta di un indottrinamento passivo. 

Ma uno spirito ribelle va domato e allora la donna deve essere assoggettata sempre ad un uomo, che sia il padre, il marito o altra figura, perché così la si può collocare in quello che sembra essere stato per secoli il suo posto naturale: la casa.

Ancora oggi farebbe piacere a molti attribuirci, in esclusiva, il ruolo di angelo del focolare.

Nei miti greci la donna è ridotta ad oggetto ed è sottomessa, volente o nolente, ai voleri e ai piaceri del Dio di turno. 

Avete presente l’immagine del grande Zeus che scorrazza per l’Olimpo ed insegue la malcapitata di turno? Non riesce a tenere a bada il suo testosterone e ha bisogno di continue scappatelle per dar sfogo ai suoi bollenti spiriti. E non è da biasimare se, spesso, i suoi comportamenti fanno prendere di collera la moglie Hera, che diviene la gelosia per antonomasia. Ma a ‘sta pover donna, dico io, le gireranno ogni tanto, o non le è concesso nemmeno questo? Spesso, il dio degli dei ricorre alla forza per possedere la donna su cui ha messo gli occhi, che sia una Dea, la Ninfa di turno o una semplice donna terrena. E quindi nei miti greci lo stupro è contemplato e il tutto viene fatto in nome dell’amore. Si, perché gli Dei sono dagli innamoramenti facili, danno luogo a vere e proprie persecuzioni nei confronti delle loro vittime, si servono di sotterfugi, camuffamenti e inganni per poterle avere a tutti i costi. E in nome dell’amore perché una donna dovrebbe rifiutarli?  Cosa c’è di diverso con ciò che, purtroppo oggi succede? Stalking, femminicidi, stupri. Che cosa non accetta la società e parte della sfera maschile, del fatto che una donna possa essere padrona delle proprie scelte e della propria vita? 

Una cosa è certa, l’affermazione dei diritti delle donne, nel corso dei secoli è avvenuta percorrendo una strada sempre in salita, che ha portato certamente ad un’evoluzione della condizione della donna in quasi tutto il mondo, ma c’è ancora tanto, tanto da fare affinché vi sia una vera uguaglianza dei generi pur rispettandone le diversità.

Ancora oggi una donna consapevole della propria sessualità, non rientra in quegli stereotipi della moglie e madre esemplare, accettati e voluti da sempre.  Per secoli una figura così è stata tacciata di stregoneria, ritenuta pericolosa e capace di inimmaginabili nefandezze, come l’accoppiarsi con Satana, magia nera e procurare sciagure. 

Sappiamo che moltissime donne vennero torturate e arse al rogo, spesso esse erano levatrici, donne che conoscevano le erbe e le loro proprietà medicamentose, donne che volevano combattere al pari degli uomini o semplicemente donne che non erano andate in moglie a nessuno, o che volessero decidere della propria sessualità e della propria vita.

Così la caccia alle streghe e l’uccisione di tantissime donne fu perpetrata per lunghi periodi storici, per reprimere la donna e controllare la sessualità femminile, per eliminare chi appariva diversa e non rientrava nei canoni della remissività e di ubbidienza all’uomo. 

È vero oggi nessuna donna viene più torturata perché accusata di stregoneria, almeno nei Paesi Occidentali, perché in altre parti del mondo atrocità del genere ancora persistono.  Ma pensiamo a quello che si scatena sui social quando, agli occhi dei leoni da tastiera, qualcuno si mostra, compie o dice qualcosa da loro ritenuto diverso dagli stereotipi e dai preconcetti socialmente esistenti. Comincia l’istigazione alla cattiveria più assurda, la persecuzione e la caccia alle streghe ha inizio.

Attenzione gli Inquisitori ci saranno sempre e ovunque, sta a noi streghe affinare le armi per combattere le nostre battaglie contro le discriminazioni di ogni genere, reclamare parità di diritti, uguaglianza e pretendere il posto che ci spetta nell’Olimpo. 

 

 Autore: A/F

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